giovedì 6 settembre 2012

Un'entusiasmante tripletta

Mettiamoci pure la stanchezza (erano le 6 e stava parlando da quasi due ore), mettiamoci la fretta di concludere con un candidato che - per l'appunto - dopo due ore era ancora lì a parlare del suo progetto, ma ieri una mia collega ha infilato in pochi minuti una tripletta da radere al suolo la Crusca. 18.11: "Se io INVESTISCO 10...". 18.17: "Se, invece di venerdì, le PROPORREI lunedì...". Ma il capolavoro è alle 18.20: "Se le idee sono chiare, scriverle non è poi così...". Io: "Ostico?" Lei: "Non è poi così DRASTICO". In quanto tale.

lunedì 27 agosto 2012

Cosa fare una notte estiva e festiva in caso d'insonnia

Vado a dormire alle 11, insieme a Marco che, come spesso capita, vuole addormentarsi nel lettone. Il piccolo grande me si gira, mi dice "ti voglio bene, papà", mi abbraccia e si addormenta quasi subito. Non esiste modo migliore di dire addio alle ferie. Prendo sonno presto anch'io.
Mi sveglio alle due. Ho un caldo tremendo, l'aria della stanza mi sembra irrespirabile. Mia moglie, che nel frattempo ha messo Marco nel suo letto, dorme tranquilla al mio fianco. Brancolo verso il frigo, bevo dalla bottiglia. La finestra semiaperta della cucina manda un'aria insolitamente fresca. Ci sarebbe da dormire fuori, sul terrazzino, ma è troppo scomodo. Vado in bagno. Da una parte vorrei riprendere sonno, ché domattina la sveglia torna a suonare. Dall'altra vorrei trovare un modo per godermi, anche solo per dieci minuti, la brezza della notte, dopo due mesi d'afa.
Strappo un foglio di carta igienica e improvvisamente mi ricordo di una cosa.
Cercando di non far rumore, lentamente entro nello studio / sgombraroba / camera per gli ospiti. Mi infilo un paio di pantaloni. Poi torno in soggiorno, prendo le chiavi e le banconote, faccio scomparire il tutto nelle tasche.
Apro la porta, cercando di ridurre l'unica fonte di disturbo al "clac" della serratura. Sblocco il portone del condominio, ed eccomi in strada.
Cinquanta metri in cui respiro a pieni polmoni, mentre il fresco mi dà una piacevolissima pelle d'oca.
Schiaccio il primo bottone del telecomando, entro in macchina. Trecento metri e mi fermo. La brezza del viale mi accoglie in mezzo ai neon gialli.
Diesel a 1,65. L'incantesimo svanisce tra cinque ore.

giovedì 12 luglio 2012

Femminicidi, maschicidi e notizie non date

Non si placa l'indignazione per la barbara uccisione di Maria Anastasi, la 39enne incinta trucidata dal marito e dall'amante. Le principali testate giornalistiche danno ampio spazio a questa vicenda, correttamente. Così come, con altrettanta dovizia di particolari, riportano un altro caso di donna uccisa dal compagno, una badante ecuadoregna di 30 anni. E giù approfondimenti sulla violenza sulle donne, sul "femminicidio" (copyright Saviano) perpetrato in Italia a ritmi da record negativo, su cosa devono fare le donne per mettersi al riparo dalla violenza tra le mura domestiche. Tutto condivisibile, eccetto qualche tono a volte un po' forzato. Tutto il resto, ampiamente condivisibile.
Eppure...
Oggi, sul sito del Corriere, quasi in fondo alla home page, leggo un articolo sul grave ferimento di un operaio a Orte, preso a bastonate dalla compagna e dall'amante di lei. Una notizia comunque disturbante, di cronaca nera, che però sui siti di Repubblica, Unità e Ansa, attentissimi ai casi di femminicidio, non compare. Forse perché non è morto? O forse per un altro motivo? Non voglio fare illazioni. Ma, o si danno tutte le notizie, o il rischio di farle sembrare di peso diverso, anche quando non lo sono, c'è eccome.

mercoledì 27 giugno 2012

Disgustosi pietismi

Da Repubblica: "Atterrato l'aereo con la salma del carabiniere Braj. Ad accoglierlo moglie e figlio". Ma una volta non si chiamavano vedova e orfano?

mercoledì 22 febbraio 2012

Punti di vista

Leggo su Corriere.it un articolo sulle lamentele di alcuni abitanti di un paesino del Bresciano per l'abbigliamento troppo sexy di una barista. L'articolo, redatto da una giornalista donna, finiva con un'intervista al sindaco del paese, pure di genere femminile. Riporto testualmente:

Chiedetelo a Bagnolo, cosa ne pensino dei pantaloni a vita alta. «Qui i pantaloni a vita alta non sanno più cosa siano», lamenta il sindaco Cristina Almici. «Ormai del paese si conosce solo il sexy bar». Le cittadine sono piuttosto agitate. «Solo? Direi furiose! Si sono persino rivolte ai carabinieri». Addirittura? «Certo. La signora Maggi è stata convocata al Comando. E ammonita verbalmente». Qualcuno le avrà pur dato il permesso di lavorare fino a notte fonda. «L'autorizzazione ce l'ha, ma che ne sapevo che avrebbe servito cocktail vestita così? Mi dia il tempo, sto pensando a un provvedimento. Qui l'ordine pubblico è andato a farsi benedire»

Non ritenendo questo articolo un capolavoro di obiettività, ho provato a immaginarmi come sarebbe stato il finale se il giornalista e il sindaco fossero stati due uomini. Press'a poco sarebbe suonato così:

Chiedetelo a Bagnolo, cosa ne pensino dei pantaloni a vita alta. «Qui i pantaloni a vita alta non sanno più cosa siano», esulta il sindaco Cristiano Almici. «Ormai del paese si conosce solo il sexy bar. Del resto, chi se lo incula quel castello del Trecento?». Le cittadine sono piuttosto agitate. «Solo? Direi furiose! Si sono persino rivolte ai carabinieri, ed erano tutte bagnate». Addirittura? «Certo. La signora Maggi è stata convocata al Comando, ammonita verbalmente, e posseduta carnalmente.». Qualcuno le avrà pur dato il permesso di lavorare fino a notte fonda. «L'autorizzazione ce l'ha, ma che ne sapevo che avrebbe servito cocktail vestita così? Altrimenti ricominciavo a bere prima! Mi dia il tempo, sto pensando a un provvedimento per imporre l'outfit alle altre bariste del paese. Qui l'ordine pubblico è andato a farsi benedire. Era ora, figa!»

Come sempre, è tutta questione di punti di vista.

sabato 31 dicembre 2011

GTI - Grandi Tesi Indimostrabili (3) - Perché bisogna guardare al 2012 con ottimismo

Basta disperarsi e stracciarsi le vesti, ché fa pure freddo. Contrariamente a quanto riportato dai principali organi di disinformazione, il 2012 sta per nascere sotto i migliori auspici. Ci sono almeno dieci ottimi motivi per avere piena fiducia in un anno migliore del tremendo 2011. Vediamoli.

1. Perché non c'è più Berlusconi. Il fatto che molti dei provvedimenti dell'attuale governo, se presi da Silvio e soci, avrebbero probabilmente scatenato un'insurrezione popolare, tanto auspicata anche da molti di quelli che adesso tacciono, è del tutto ininfluente. Che saranno mai duemila euro in meno, per avere finalmente un Capodanno senza Bossi, Brunetta e la Gelmini?

2. Perché, sul filo di lana, ci ha lasciato Tremaglia, orgoglioso repubblichino che però, dopo aver firmato la legge per il voto degli italiani all'estero, autogol decisivo per la vittoria di Prodi nel 2006, e soprattutto dopo essere passato ai noti centristi di Futuro e Libertà, è diventato per molti un simpatico e folcloristico vecchietto.

3. Perché la Virtus Bologna ha vinto in trasferta.

4. Perché Minzolini non è più a capo del TG1.

5. Perché nessun altro è a capo del TG1.

6. Perché sono convinto che Bruce Springsteen si deciderà a far causa a Jovanotti per il plagio di "Streets of Philadelphia".

7. Perché, ancor più sul filo di lana, si è risolta definitivamente la spinosa questione del San Raffaele: diventerà il mausoleo di Don Verzè.

8. Perché presto arriverà a Lele Mora un'altra fornitura di cerotti.

9. Perché Katy Perry è di nuovo single.

10. Perché il cinepanettone va malissimo (solo qualche milione di euro di incassi) e il Grande Fratello rischia di chiudere anzitempo, per overdose di tamarreide.

Insomma, i motivi per guardare al 2012 con ottimismo non mancano. A condizione di non pretendere di arrivare al 2013: almeno un po' di realismo, cazzo!

giovedì 17 novembre 2011

Molla il vecchio, offre Let's Bonus

Sono abbonato a Let's Bonus e in alcuni casi ho approfittato delle sue offerte, finora senza delusioni. Ma l'ultima newsletter mi ha lasciato quanto meno perplesso. In mezzo a trattamenti estetici, viaggi, cene e videogames a metà prezzo, un'offerta recita testualmente così: "60% DI SCONTO - Assistenza domiciliare ed ospedaliera per anziani, malati e disabili: scegli da 6 a 48 ore - Compra 6 ore da 72€ a soli 29€"

Clicco sull'offerta per saperne di più: è una società di assistenza privata, con sede in pieno centro a Bologna. Offre pacchetti da 6 ore (solo assistenza diurna) fino a 48 (anche assistenza notturna); l'assistenza può essere sia ospedaliera sia domiciliare, e in quest'ultimo caso include "igiene, assistenza domestica di base (letto, bagno e cibo) e accompagnamento".

Ora, è vero che, come recita sempre l'offerta, "assistere un anziano, un malato o un disabile, spesso può risultare difficile", e che un temporaneo sollievo alla famiglia può giovare, però ritrovare la cura ad una persona cara in difficoltà equiparata a una qualsiasi merce, con tanto di claims quali "puoi utilizzare un ticket per te e regalarne quanti ne vuoi", "Fai il pieno con Let's Bonus! Se acquisti questa offerta, Let's Bonus ti regala 10€ in buoni benzina" - identici a quelli che si trovano per cofanetti trucco, cene per due a base di polenta e sedute di epilazione a luce pulsata, mi ha lasciato decisamente sconcertato. Tutto nello stesso calderone, omologato e standardizzato, ridotto a mero business. Basta. Ho bisogno di sfogarmi con qualcuno che capisca il problema. E chi meglio del mio nonno novantenne? Vado a parlargli. Oh, cazzo, ho finito la benzina. Aspetta, dov'è il link?