Non si placa l'indignazione per la barbara uccisione di Maria Anastasi, la 39enne incinta trucidata dal marito e dall'amante. Le principali testate giornalistiche danno ampio spazio a questa vicenda, correttamente. Così come, con altrettanta dovizia di particolari, riportano un altro caso di donna uccisa dal compagno, una badante ecuadoregna di 30 anni. E giù approfondimenti sulla violenza sulle donne, sul "femminicidio" (copyright Saviano) perpetrato in Italia a ritmi da record negativo, su cosa devono fare le donne per mettersi al riparo dalla violenza tra le mura domestiche. Tutto condivisibile, eccetto qualche tono a volte un po' forzato. Tutto il resto, ampiamente condivisibile.
Eppure...
Oggi, sul sito del Corriere, quasi in fondo alla home page, leggo un articolo sul grave ferimento di un operaio a Orte, preso a bastonate dalla compagna e dall'amante di lei. Una notizia comunque disturbante, di cronaca nera, che però sui siti di Repubblica, Unità e Ansa, attentissimi ai casi di femminicidio, non compare. Forse perché non è morto? O forse per un altro motivo? Non voglio fare illazioni. Ma, o si danno tutte le notizie, o il rischio di farle sembrare di peso diverso, anche quando non lo sono, c'è eccome.
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