lunedì 27 agosto 2012

Cosa fare una notte estiva e festiva in caso d'insonnia

Vado a dormire alle 11, insieme a Marco che, come spesso capita, vuole addormentarsi nel lettone. Il piccolo grande me si gira, mi dice "ti voglio bene, papà", mi abbraccia e si addormenta quasi subito. Non esiste modo migliore di dire addio alle ferie. Prendo sonno presto anch'io.
Mi sveglio alle due. Ho un caldo tremendo, l'aria della stanza mi sembra irrespirabile. Mia moglie, che nel frattempo ha messo Marco nel suo letto, dorme tranquilla al mio fianco. Brancolo verso il frigo, bevo dalla bottiglia. La finestra semiaperta della cucina manda un'aria insolitamente fresca. Ci sarebbe da dormire fuori, sul terrazzino, ma è troppo scomodo. Vado in bagno. Da una parte vorrei riprendere sonno, ché domattina la sveglia torna a suonare. Dall'altra vorrei trovare un modo per godermi, anche solo per dieci minuti, la brezza della notte, dopo due mesi d'afa.
Strappo un foglio di carta igienica e improvvisamente mi ricordo di una cosa.
Cercando di non far rumore, lentamente entro nello studio / sgombraroba / camera per gli ospiti. Mi infilo un paio di pantaloni. Poi torno in soggiorno, prendo le chiavi e le banconote, faccio scomparire il tutto nelle tasche.
Apro la porta, cercando di ridurre l'unica fonte di disturbo al "clac" della serratura. Sblocco il portone del condominio, ed eccomi in strada.
Cinquanta metri in cui respiro a pieni polmoni, mentre il fresco mi dà una piacevolissima pelle d'oca.
Schiaccio il primo bottone del telecomando, entro in macchina. Trecento metri e mi fermo. La brezza del viale mi accoglie in mezzo ai neon gialli.
Diesel a 1,65. L'incantesimo svanisce tra cinque ore.

1 commento:

Anonimo ha detto...

graande! io ci ho pensato il pomeriggio e trac! un pieno
zdo