E' una bella virtù, la coerenza.
giovedì 17 febbraio 2011
Ma allora lo fanno apposta
E' una bella virtù, la coerenza.
giovedì 10 febbraio 2011
Cosa si diceva del figlio del calzolaio?
Ah, dimenticavo: la Facoltà che ci ospita è Ingegneria.
mercoledì 9 febbraio 2011
La voce dell'indisponenza
Eccola di nuovo sdottoreggiare sul fatto che la trasmissione non ha mai avuto, di per sé, alcun ruolo nell'esplosione del triste fenomeno della mercificazione del corpo femminile. Con argomentazioni che, ormai, superano abbondantemente il ridicolo.
Primo: dicono che le veline sono scelte tramite selezioni nazionali in cui le scosciate fanciulle devono dimostrare di saper fare qualcos'altro, oltre a sorridere e tentare di ballare. Seguono stralci del programma "Veline" in cui si mostrano le uniche 3-4 concorrenti in grado di cantare, ballare o declamare Pascoli (ovviamente non selezionate). Primo pensiero che mi viene in mente: me cojoni! Secondo pensiero: che cazzo serve fargli fare quelle penose esibizioni davanti alle telecamere, se poi quel che serve è solo dimenarsi al ritmo di musica unza-unza e, al massimo, convincerci ad acquistare un'utilitaria coreana?
Secondo: dicono di non aver mai contribuito dalla stereotipizzazione del corpo perfetto, una delle cause delle boom di disturbi alimentari tra le adolescenti: tant'è vero che proponevano "Velone", e che un anno c'era una "velona", ottima ballerina, che umiliava le allora veline Lucia e Vera, subito potate per manifesta incapacità (ottima selezione, non c'è che dire!). Ovviamente nessuno di noi ha mai, mai, mai percepito queste signore oversize come delle freak date in pasto alle telecamere per meri fini di audience. Della serie: queste ve le proponiamo perché sono simpatiche e fanno pure ridere, ma poi puntualizziamo che senza la fregna non si va da nessuna parte. E poi il contratto delle veline è biennale, un'estate ogni due dovremo pur riempirla. Altro che pari opportunità!
Terzo: corollario del punto precedente, per dimostrare di non proporre un modello di donna filiforme, quelli di "Striscia" hanno tirato fuori due veline che, durante la loro partecipazione a "Striscia", erano (relativamente) "in carne". Peccato che si trattasse delle PRIME veline del programma, anno di grazia 1988! (Particolare ovviamente omesso). Il confronto tra quelle ragazze e le ultime veline è impietoso. Dieci chili in meno, buoni buoni, e non è che Simonetta e Terry fossero dei quarti di vacca. Per quello, eventualmente, c'erano le infermiere sexy Sonia Grey e Angela Cavagna, con le loro tette in gola. Mai ricordate, che strano.
Quarto: negli ultimi tempi si sono messi pure a difendere "Drive-In", in cui guarda caso Ezio Greggio era mattatore, con spericolate arrampicate sugli specchi per dimostrare che è ingeneroso tirare in ballo questo programma e, più in generale, la televisione commerciale, come fatto da alcuni autorevoli commentatori (trattati da "Striscia" come buzzurri). Noooo, cosa c'entrano mai le Ragazze Fast-Food? Quelle facevano davvero servizio bar!
Quinto: la riproposizione di filmati trash internazionali per attaccare a testa bassa quelle testate estere, tra cui il bersagliatissimo "Newsweek" (mica L'Eco di Roccamalferma), che hanno puntato il dito contro programmi come "Striscia" per descrivere lo stato pietoso della TV italiana. Che è come dire: la Bild ha scritto che a Roma sono morti quattro zingarelli, ma guardate da che pulpito: in Germania ne sono morti trecentomila! La chiusura, se non l'ostilità, a ciò che va al di là delle Alpi in nome di un qualunquismo auto-assolutorio del tipo "anche all'estero fanno così", è uno degli esempi emblematici del pensiero-tipo berlusconiano.
E, ultimo ma non meno comico, negli ultimi giorni ecco saltar fuori il vero colpevole di cotanto postribolo: "Colpo Grosso"! Con tanto di lodi sperticate e pelose alla direttrice de L'Unità, Concita De Gregorio, che in un programma correttamente cita questa trasmissione (della serie: "Questo è per chi ci accusa di essere in realtà servi di Silvio, solo più furbi"). Se anche fosse, perché, per completezza d'informazione, Greggio & Ricci non ricordano che ad importare il format sulle reti TV italiane fu Paolo Romani, fedelissimo di Silvio e attuale Ministro allo Sviluppo Economico? Ah, già, un lapsus.
Ma ora mettetevi comodi, c'è l'ennesimo finto mago da sputtanare.
P.S. Per non parlare del fatto che hanno dedicato MEZZA PUNTATA a contestare la decisione della Corte d'Appello di Roma sulla lite Del Noce-Staffelli del 2003 (!), che ha ribaltato il giudizio di primo grado a sfavore dell'inviato di "Striscia". Posso anche non essere d'accordo, ma è inutile che mi fracassiate i maroni per un quarto d'ora. Emettete un comunicato stampa se lo credete, difendetevi nelle sedi opportune, ma rosicate in silenzio.