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martedì 8 marzo 2016

Il nove marzo

- Ciao, cara.
[gelida] -Ciao.
- Buona Festa della Donna, amore. Guarda che bella mimosa ti ho preso.
[gelida a livello antartico] - Sei in ritardo. L'8 marzo era ieri.
- Ma per me l'8 marzo è tutti i giorni dell'anno! Non serve aggrapparsi a una ricorrenza per celebrarvi! Una data prestabilita non significa che per i restanti 364 giorni dell'anno ci dimentichiamo tutte le ingiustizie e le sottomissioni che avete passato, e tuttora passate, ed è per questo che voglio ringraziarti di essere al mio fianco, amata e rispettata, ogni giorno che Dio manda in terra! Tu sei importante per me al di là di qualsiasi rito consumista, di qualsiasi stereotipo, di qualsiasi conformismo!
- D... davvero?
- Sì, mia cara. Buona Giornata della Donna, qualunque giorno sia.
- Grazie.
- Prego, amore.
- Hanno già approvato il divorzio breve?

lunedì 15 aprile 2013

Peppa Pig, o l'antitesi della pedagogia

Essere costretti dai propri figli a guardare decine e decine di volte gli stessi episodi di Peppa Pig, la diabolica maialina antropomorfa che, insieme alla Pimpa e ai Barbapapà, ha preso in ostaggio il palinsesto di Rai YoYo, permette di individuare alcuni tratti comuni di questo cartone animato che, a ben vedere, stridono con qualsiasi principio pedagogico e dipingono, in ultima istanza, una situazione famigliare borderline che potrebbe interessare molto da vicino gli assistenti sociali.
Riassumiamo, a beneficio dei genitori, le situazioni disfunzionali che, a lungo andare, potrebbero spingere Peppa alla strage in famiglia o, in alternativa, all'auto-macellazione:

1. I genitori, Mamma e Papà Pig, non sgridano MAI i loro figli. Il massimo che riescono a fare è un rimprovero bonario che, spesso, sfocia in una fugace presa d'atto da parte di Peppa e in una successiva risata, spesso con ribaltamento sulla schiena incluso. Ho visto Peppa e George in più episodi fare robe da chiodi, dall'infangare mezza casa al mandare in tilt il PC dove la mamma stava lavorando, dal ruttare a tavola al dare del vecchio rimbambito a Nonno Pig, e in NESSUNA di queste circostanze c'è mai stata una sanzione da parte dei genitori. Emblematico è l'episodio in cui la cameretta dei due sembra sconvolta da Katrina: prima i genitori chiedono sommessamente di riordinare, poi danno loro una mano (tranne Papà Pig che si attarda con George); infine, una volta ridotta di nuovo, in pochi minuti, la cameretta ad uno scenario post-apocalittico, i genitori tornano dai figli e, invece di urlare loro "RIMETTETE SUBITO TUTTO IN ORDINE, FOTTUTI VANDALI!", commentano: "Beh, almeno per qualche minuto è stata in ordine". E giù risate e ribaltamento sulla schiena. Autorevolezza sotto zero. Provate a farlo coi vostri figli, se avete nostalgia di Pietro Maso.

2. George, due anni, in cinquanta e passa episodi non è mai riuscito ad interessarsi davvero a qualcosa di diverso dal suo "dinosauo" verde. E "dinosauo" è la sua risposta a qualsiasi domanda. Un insegnante di sostegno ravvisa in questo comportamento una chiara propensione all'autismo. I genitori, però, sembrano non accorgersi minimamente di tutto questo e, con beata inconsapevolezza, lo lasciano nel suo mondo.

3. Papà Pig è un fallito. Come definire altrimenti uno che, per appendere un semplice chiodo nel muro, tira giù mezza parete? Come definire altrimenti uno che crede di sapere tutto ma in realtà non ha un minimo di senso dell'orientamento, sbaglia le previsioni ancor più di Bersani e delega qualsiasi decisione importante a Mamma Pig? La figura paterna, in Peppa Pig, è ectoplasmica a dir poco.

4. Peppa è una maialina smorfiosa e saccente, con evidenti difficoltà relazionali. Prende in giro George un episodio sì e uno no, e nell'altro gli dice "tontolone", contribuendo alla nascita dell'effetto scenico più divertente del cartoon: le lacrime "a doccia" del fratellino. Litiga in continuazione con Susy Pecora, e per fortuna che lei sarebbe la sua migliore amica: con gli altri che fa, chiama i bracconieri? Non ha il minimo rispetto per la figura paterna, né per i nonni, dai quali spesso i due maialini sono parcheggiati.

5. A proposito di questi ultimi, Nonno e Nonna Pig stravedono per i loro nipotini, e li viziano come e più dei genitori. Nonno Pig soffre di amnesie che mettono seriamente a rischio la sua convivenza sociale, come quando dimentica Peppa e compagni su un isolotto disabitato, e i genitori, invece di denunciarlo, lo osservano mentre riparte senza nemmeno essersi accorti che i loro pargoli non sono a bordo.

6. Un discorso a parte merita la Signora Coniglio, la factotum della serie, costretta a reinventarsi di volta in volta commessa, autista, vigile del fuoco, guida turistica, bigliettaia, pilota di elicottero, cassiera e fashion blogger, in un'esaltazione molto inglese del "job" e del precariato a go-go.

7. Ciò nonostante, tutti, ma proprio tutti, sono sempre fastidiosamente felici, buttandosi a ridere per qualsiasi sciocchezza succeda o per qualsiasi stupidaggine esca dalla bocca di quella mefitica porcella. Sono risate forzate, al punto che anche un bambino di 3 anni si chiede: "Ma che cosa avranno mai da ridere stavolta?". Mah, forse perché finora ce l'hanno fatta a non diventare braciole.

8. Last but not least, Peppa Pig è censurabile anche per aver riportato in auge quel terribile vocabolo che credevamo estinto da secoli: "GALOSCE". Ma qui è un problema dei nostri doppiatori che, si sa, sono i più bravi del mondo.

In conclusione, se volete che i vostri figli crescano equilibrati e consapevoli cittadini di domani, evitate Peppa Pig come la peste. Non solo vi ringrazieranno, ma mangeranno anche le salsicce più volentieri.

mercoledì 24 agosto 2011

Rinforzo positivo

Forse ho trovato un modo per convincere finalmente mio figlio a imparare a nuotare. Gli dirò che, così facendo, in futuro aumenterà enormemente le sue chances di farsi trombare dalla Pellegrini.

lunedì 8 novembre 2010

La crisi della modernità

Alla seconda Conferenza Nazionale sulla Famiglia, dopo il sottosegretario Giovanardi ("Scienza e biotecnologie possono togliere ai figli il diritto di nascere all'interno di una comunità d'amore con una identità certa paterna e materna": basta che la comunità sia di quell'amore che vince sempre sull'invidia e sull'odio), risuonano le parole del ministro Sacconi: "Le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione". Che bello: per loro è prevista l'esenzione della tassa sul macinato fino a un massimo di venti fiorini d'oro. Ma solo dietro parere favorevole da parte del feudatario.

martedì 28 settembre 2010

I have a nightmare

Stando alle ultime direttive Gelmini - La Russa, tra qualche anno la copertina del quaderno di mio figlio potrebbe essere così:

venerdì 9 aprile 2010

I giovani d'oggi

Ho ritrovato sul PC alcune foto della scorsa estate in Sicilia. Le ho scattate un giorno in cui la figlia di una cugina di mia moglie, una bambina di sei anni, ha prestato a mio figlio, di tre, una bambola simil-Barbie, ma alta il doppio, per farlo giocare. Ebbene, dopo neanche un'ora sono andato a trovarlo e la scena che mi si presentava era questa: Giuro che non ho toccato né spostato NIENTE. E' solo curiosità infantile, o sto crescendo un mostro?

lunedì 1 febbraio 2010

Titoli truffaldini

Mio figlio voleva fortissimamente il DVD de "La carica dei 101". Mi metto al PC e cerco su Emule un file scaricabile in tempi ragionevoli. Per scrupolo, ne scarico un altro nel caso la qualità video del primo non sia soddisfacente. Entrambi hanno lo stesso titolo: "WALT DISNEY - La carica dei 101.avi". Dopo qualche decina di minuti, i due files sono sul mio computer. Ne guardo uno: è un porno con Franco Trentalance. Forte perplessità. Guardo l'altro: è un porno francese.

Superato lo sconcerto, li ho tenuti da parte. Forse un giorno li userò per spiegare a mio figlio come sono nati i cuccioli di Pongo e Peggy. Tra qualche anno, però.

giovedì 31 dicembre 2009

Ill communication

L'altro ieri, martedì, è nata mia figlia Martina.

Come da prassi, smaltito il fuso orario della nascita (le 4.55 di notte), informo della bella notizia tutti quelli che conosco, utilizzando quei pochi mezzi comunicativi che riesco a usare.

Ecco i risultati a due giorni dall'evento:

Visite in ospedale: 3.

Telefonate: 5.

SMS: 20.

Messaggi su Facebook: 66. Di cui di contatti che non ho mai incontrato di persona nemmeno una volta: 37.

Non so a voi, ma a me questo sembra un ottimo riassunto degli Anni Zero.

sabato 17 ottobre 2009

Un pulcino che zoppicava un po'

Ad ascoltare molte volte la canzoncine dello Zecchino d'Oro, a volte si fanno delle curiose scoperte. "Il pulcino ballerino" (Viviana Stucchi, vincitrice nel 1964), per esempio, è stata una delle primissime (e pochissime) canzoni italiane che si sono occupate di handicap.

martedì 13 ottobre 2009

Effetti collaterali

Ascoltare troppo di frequente i CD di canzoncine insieme a mio figlio sta iniziando a provocarmi qualche scompenso. Stamattina, per esempio, mi sono svegliato col pensiero di come sarebbe finita la favola dei tre porcellini, se il lupo avesse avuto un bulldozer.

venerdì 11 settembre 2009

Giovani talenti

A mio figlio (3 anni ancora da compiere) piacciono molto Shakira e Lady Gaga. Direi che ha ottime chances di diventare Presidente del Consiglio.