mercoledì 28 settembre 2011

Avvisaglie

In due giorni è morto Mirigliani, ha chiuso il Bagaglino e Alberoni ha smesso di scrivere sul Corriere. E se avessero ragione i Maya?

mercoledì 14 settembre 2011

Appena in tempo

Oggi Amy Winehouse avrebbe compiuto 28 anni. Me l'immagino, alcuni mesi fa, sdraiata nel suo letto in mezzo ad ogni sostanza, pensare tra sé e sé: "Cazzo, ho poco tempo... Se non faccio qualcosa subito, quei fresconi di giornalisti non me li fanno più, quei bei titoloni in cui mi fanno entrare nel Club 27". Brava Amy: hai salvato i titoloni, e i paragoni scemi.

venerdì 9 settembre 2011

GTI - Grandi Tesi Indimostrabili (2): Perché bisogna ignorare le critiche

Le critiche fanno crescere. Sì, l'incazzatura.

Le critiche sono costruttive. Infatti non vedi l'ora di tirar su un bel muro fra te e chi ti critica.

Le critiche vanno accettate. Ma si fa meno fatica con una sega circolare.

Criticare non vuol dire interferire nella tua vita. Solo rendertela peggiore.

Le critiche aiutano a migliorare. La mira.

Si impara più dalle critiche che dagli apprezzamenti. E' vero: si impara ad evitare certa gente.

Se uno ti critica, non vuole mancarti di rispetto. Ma tu comportati come se lo facesse.

Ascolta sempre chi ti critica. Ma a debita distanza: di sicuro gli puzza l'alito.

Spesso chi critica vuole aiutarti. Ma, come diceva Wilde, con le migliori intenzioni si ottengono i risultati peggiori.

Se uno ti critica, non fare il permaloso. Mandalo direttamente affanculo.

In definitiva, bisogna fare di tutto per evitare, sminuire, delegittimare, ignorare bellamente le critiche. Per non parlare dei suggerimenti, che sono la versione ipocrita delle critiche. E penso proprio di poterlo dire oggi, dopo aver letto l'ennesima presa in giro sui tagli ai costi della politica.

mercoledì 24 agosto 2011

Rinforzo positivo

Forse ho trovato un modo per convincere finalmente mio figlio a imparare a nuotare. Gli dirò che, così facendo, in futuro aumenterà enormemente le sue chances di farsi trombare dalla Pellegrini.

martedì 23 agosto 2011

Informarsi prima

Anche quest'anno decidiamo di inserire, nel mesetto in Sicilia, una settimana al mare. Una nostra amica, che abita in provincia di Trapani, ci consiglia una località vicina a casa sua: la costa sabbiosa è adatta ai bambini, il mare è pulito ed è possibile visitare luoghi vicini di grande interesse storico e artistico.

Bene, mi metto all'opera. Cerco su Internet e finalmente trovo un appartamento con veranda ed aria condizionata, a soli 50 metri dal mare.

Arriva il giorno prescelto: ci mettiamo in macchina, tre ore abbondanti di strada, ed eccoci giunti all'appartamento.

I proprietari sono gentilissimi, l'appartamento corrisponde appieno alla descrizione, però fin da subito c'è qualcosa che non mi convince. Innanzitutto, le strade, tutte parallele tra loro, non hanno nomi, ma sono identificate da un numero. E già questo mi suona strano. Di solito non promette nulla di buono. Quando poi decidiamo di scendere in spiaggia, il mio presentimento trova conferma. La casa è effettivamente a 50 metri dal mare, ma dopo quella ce n'è un'altra, e poi un'altra ancora, finché la strada si interrompe sfumando nella sabbia del litorale, a non più di una ventina di metri dal mare.

Il primo giro sulla spiaggia, sviluppata per chilometri in lunghezza ma ormai ridotta a una striscia sottilissima, mi apre definitivamente gli occhi. Quelli della strada in cui avevamo la casa non erano neppure stati tra i più sfacciati. Duecento metri più in là c'è una casa in costruzione quasi sull'acqua, e la strada arriva a un punto che, se a un'auto si rompe il freno a mano, la ritrovano a mollo in due minuti netti. Il tutto in un'area che, fino agli anni Sessanta, aveva un arenile enorme, ricco di dune e di vegetazione spontanea.

Tornato a casa con la sgradevole sensazione di essere stato, sia pure inconsapevolmente, complice di uno scempio paesaggistico di proporzioni barbariche, ho finalmente fatto quello che avrei dovuto fare prima della partenza: cercare informazioni sulla località di villeggiatura su Google. Avrei trovato questo. E anche questo. E, di certo, avrei cambiato idea. Dannata pigrizia.

domenica 17 luglio 2011

Continuità

Molto si è discusso, in questi ultimi giorni, sul cambio di direzione al quotidiano "L'Unità". Concita lascia, arriva Sardo, ha fatto bene, ha fatto male, se n'è andata di testa sua, no, invece l'hanno cacciata, ci mancherà perché anche in TV non le mandava a dire, no, non ci mancherà perché era troppo in TV e poco in redazione, è un peccato perché ha dato al giornale una precisa linea editoriale, no, è giusto così perché il giornale non vende, subisce la concorrenza del "Fatto Quotidiano", dove sono confluiti vari transfughi de L'Unità pre-Concita... Insomma, tutto e il contrario di tutto.

A ben vedere, tuttavia, un tangibile segno di continuità tra la gestione dei rispettivi direttori si può trovare a mezz'altezza della home page del sito, sulla destra. E' la campagna contro le pubblicità sessiste. Dove, ormai da un mese, campeggiano due meravigliose bocce che stringono tra loro una bottiglietta di profumo. Eccolo, un preciso segno di continuità editoriale. Due tette in home page, come i siti dei principali concorrenti. Con l'aggravante che, qui, vorrebbero veicolare un messaggio esattamente contrario. Un epic fail da PD dei tempi d'oro. Davvero ben Fatto.

venerdì 15 luglio 2011

Anglicismi assassini (5)

Una docente universitaria, oggi, sosteneva che i potenziali concorrenti al loro gruppo d'impresa "non hanno l'esperienza, né il KNOW-OUT necessario". E non è la prima.

Mi consolo al pensiero che, secondo la nostra coordinatrice, il servizio che noi offriamo ha ricevuto premi "come BEXT PRACTìS". Specie per la sua valenza internazionale.