domenica 13 marzo 2011
Papaveri around the clock
martedì 1 marzo 2011
Il Chuck Norris de noantri
Ma sul sito del "Corriere della Sera" il giornalista che dà questa notizia, tale Alessandro Sala, che in precedenza si occupava prevalentemente di animali, non riesce a trattenere il suo fremente sdegno. E, nel giro di un paio di giorni, confeziona due articoli che fanno strame di ogni regola giornalistica per lanciare anatemi e minacciare tutto il peggio possibile.
Nel primo, "Yara tornerà come zombie". I gruppi macabri di Facebook, il novello Cerbero tuona: "E visto che al cattivo gusto non c’è limite, il gruppo - che conta più di 500 membri, ovvero persone che vi hanno aderito - è stato indicizzato nelle categorie «Arte-Spettacolo» e «Umorismo», anche se l’umorismo sembrano apprezzarlo solo coloro che la pagina l’hanno messa in piedi e quelli che vi hanno aderito per convinzione, in realtà non tantissimi. [...] Probabilmente [il gruppo] verrà rimosso, ma come sempre sarà troppo tardi perché nel frattempo il gruppetto di troll avrà ottenuto lo scopo, ovvero provocare reazioni indignate e di rabbia – sincere – di cui ridere e gongolare dietro lo schermo codardo dell’anonimato". Reazioni "sincere" di sdegno? Schermo "codardo"? Poffarbacco! Che deontologia! Che resoconto lucido e obiettivo dei fatti! Fatti che, tra l'altro, come si diceva una volta, "si commentano da soli"...
Ma non basta. Oggi il Savonarola del Web torna all'attacco, plaudendo alla chiusura dei gruppi Facebook di cui sopra e chiosando con un sobrio "Rispondendo a molti utenti che criticavano la loro scelta di ironizzare sulla tragedia di Yara, in alcuni casi [gli autori delle pagine chiuse] avevano replicato con commenti sarcastici e risposte sprezzanti. Quelle che probabilmente non daranno ai funzionari della polizia quando saranno risaliti a loro". Wow! Già me lo vedo Sala, godere al solo pensiero del terzo grado a cui i poliziotti sottoporranno questi delinquenti.
Il Chuck Norris de noantri chiudeva così il suo primo articolo: "Ecco, tutto chiaro. La colpa è dei giornalisti… ". Beh, in questo caso, caro virgulto dell'Ordine, la colpa è anche di certi giornalisti. Di quelli che si buttano come avvoltoi su una notizia tragica per atteggiarsi a censori di quella roba che loro stessi contribuiscono ad alimentare. E, magari, farsi belli davanti ad un Battista, un Ostellino o un Panebianco. Perché ammettiamolo, caro Sala: per un fine notista di nera come te, scrivere di cammelli e gattini è tempo sprecato. E ora, maschiaccio, bannami.
giovedì 17 febbraio 2011
Ma allora lo fanno apposta
E' una bella virtù, la coerenza.
giovedì 10 febbraio 2011
Cosa si diceva del figlio del calzolaio?
Ah, dimenticavo: la Facoltà che ci ospita è Ingegneria.
mercoledì 9 febbraio 2011
La voce dell'indisponenza
Eccola di nuovo sdottoreggiare sul fatto che la trasmissione non ha mai avuto, di per sé, alcun ruolo nell'esplosione del triste fenomeno della mercificazione del corpo femminile. Con argomentazioni che, ormai, superano abbondantemente il ridicolo.
Primo: dicono che le veline sono scelte tramite selezioni nazionali in cui le scosciate fanciulle devono dimostrare di saper fare qualcos'altro, oltre a sorridere e tentare di ballare. Seguono stralci del programma "Veline" in cui si mostrano le uniche 3-4 concorrenti in grado di cantare, ballare o declamare Pascoli (ovviamente non selezionate). Primo pensiero che mi viene in mente: me cojoni! Secondo pensiero: che cazzo serve fargli fare quelle penose esibizioni davanti alle telecamere, se poi quel che serve è solo dimenarsi al ritmo di musica unza-unza e, al massimo, convincerci ad acquistare un'utilitaria coreana?
Secondo: dicono di non aver mai contribuito dalla stereotipizzazione del corpo perfetto, una delle cause delle boom di disturbi alimentari tra le adolescenti: tant'è vero che proponevano "Velone", e che un anno c'era una "velona", ottima ballerina, che umiliava le allora veline Lucia e Vera, subito potate per manifesta incapacità (ottima selezione, non c'è che dire!). Ovviamente nessuno di noi ha mai, mai, mai percepito queste signore oversize come delle freak date in pasto alle telecamere per meri fini di audience. Della serie: queste ve le proponiamo perché sono simpatiche e fanno pure ridere, ma poi puntualizziamo che senza la fregna non si va da nessuna parte. E poi il contratto delle veline è biennale, un'estate ogni due dovremo pur riempirla. Altro che pari opportunità!
Terzo: corollario del punto precedente, per dimostrare di non proporre un modello di donna filiforme, quelli di "Striscia" hanno tirato fuori due veline che, durante la loro partecipazione a "Striscia", erano (relativamente) "in carne". Peccato che si trattasse delle PRIME veline del programma, anno di grazia 1988! (Particolare ovviamente omesso). Il confronto tra quelle ragazze e le ultime veline è impietoso. Dieci chili in meno, buoni buoni, e non è che Simonetta e Terry fossero dei quarti di vacca. Per quello, eventualmente, c'erano le infermiere sexy Sonia Grey e Angela Cavagna, con le loro tette in gola. Mai ricordate, che strano.
Quarto: negli ultimi tempi si sono messi pure a difendere "Drive-In", in cui guarda caso Ezio Greggio era mattatore, con spericolate arrampicate sugli specchi per dimostrare che è ingeneroso tirare in ballo questo programma e, più in generale, la televisione commerciale, come fatto da alcuni autorevoli commentatori (trattati da "Striscia" come buzzurri). Noooo, cosa c'entrano mai le Ragazze Fast-Food? Quelle facevano davvero servizio bar!
Quinto: la riproposizione di filmati trash internazionali per attaccare a testa bassa quelle testate estere, tra cui il bersagliatissimo "Newsweek" (mica L'Eco di Roccamalferma), che hanno puntato il dito contro programmi come "Striscia" per descrivere lo stato pietoso della TV italiana. Che è come dire: la Bild ha scritto che a Roma sono morti quattro zingarelli, ma guardate da che pulpito: in Germania ne sono morti trecentomila! La chiusura, se non l'ostilità, a ciò che va al di là delle Alpi in nome di un qualunquismo auto-assolutorio del tipo "anche all'estero fanno così", è uno degli esempi emblematici del pensiero-tipo berlusconiano.
E, ultimo ma non meno comico, negli ultimi giorni ecco saltar fuori il vero colpevole di cotanto postribolo: "Colpo Grosso"! Con tanto di lodi sperticate e pelose alla direttrice de L'Unità, Concita De Gregorio, che in un programma correttamente cita questa trasmissione (della serie: "Questo è per chi ci accusa di essere in realtà servi di Silvio, solo più furbi"). Se anche fosse, perché, per completezza d'informazione, Greggio & Ricci non ricordano che ad importare il format sulle reti TV italiane fu Paolo Romani, fedelissimo di Silvio e attuale Ministro allo Sviluppo Economico? Ah, già, un lapsus.
Ma ora mettetevi comodi, c'è l'ennesimo finto mago da sputtanare.
P.S. Per non parlare del fatto che hanno dedicato MEZZA PUNTATA a contestare la decisione della Corte d'Appello di Roma sulla lite Del Noce-Staffelli del 2003 (!), che ha ribaltato il giudizio di primo grado a sfavore dell'inviato di "Striscia". Posso anche non essere d'accordo, ma è inutile che mi fracassiate i maroni per un quarto d'ora. Emettete un comunicato stampa se lo credete, difendetevi nelle sedi opportune, ma rosicate in silenzio.
martedì 21 dicembre 2010
Briscola
- Ahò, ho fatto scopa! Anvedi!
- Oh Franscesco, per l'ennesima volta, stiamo giohando a briscola! Te tu sei proprio un grullo, deh!
- Le suggerisco di adottare un linguaggio più consono al palcoscenico internazionale di cui siamo oggetto.
- Presidente, un mi faccia girà i hoglioni pure lei, he già ci sono questi fotografi del hazzo he un ci lasciano in pace da un mese, maremma buhaiola!
- Ahò, Mister, mo' te stai proprio a incazzà!
Il quarto farfuglia qualcosa, ma nessuno lo capisce.
- A' Mister, nun te vedevo così carico da prima de Carciopoli!
- Francesco, diobonino, quante volte ti devo dire di non ripetere quella parola? He poi un mi honscentro più e faccio giohà Toni da scentravanti!
- E' con vivida preoccupazione che vi comunico di avere delle carte peggiori di quella comunemente utilizzata nei servizi igienici della nostra Nazione.
- A' Ppresidè, mai 'na vorta che fai 'a differenza, eh?
- La ventura non mi assiste.
- E mo' che cc'entra Quelli che er Carcio?
Il quarto borbotta qualcos'altro. Neanche stavolta qualcuno lo capisce.
- Ahò, però se semo divertiti sabbato sera, eh?
- Oh Franscesco, meno male he te tu un hai battuto rigori. Se no fascevi venire un infarto pure al Presidente, deh.
Chiamato in causa, il Presidente si profonde in gesti apotropaici, subito fotografati e venduti a trentotto riviste.
- E Mmarco? Ma quanto ha fatto bbène a fasse menà, così ce l'han levato dai cojoni, quer marocchino juventino!
Il Mister e il quarto lo fulminano con uno sguardo.
- Ahò, carma, stavo a scherzà! Ma quanto siete permalosi!
- Un'altra hosì, Franscesco, e ti tiro addosso hodesta Hoppa!
- Auspico una rapida ricomposizione del presente conflitto, nel segno della concordia e dell'Unità nazionale.
Il quarto esclama finalmente una cosa che gli altri tre comprendono:
- Figa!
E, subito dopo: - Briscola! Asso e tre! Ventuno punti!
- Oh Gigi, te tu sei proprio sfondo! E chi te le ha date hodeste harte, Trezeguet?
Gigi ride sguaiatamente.
- Ah Giggi, nun stà a ride così, che me pari un handicappato lazziale d'a Timme!
- Contesto questo linguaggio discriminatorio nei confronti delle minoranze.
- A' Ppresidè, ma vatte a ffà 'na pennica!
Senza pensarci due volte, il Presidente si addormenta.
- Oh grullo, e adesso home si fa a finì la partita?
- Vado a chiamà Cannavaro, forse ha finito de depilasse.
- No, Fabio no. Ha già tenuto troppo in mano la Hoppa. Spero he si sia preso i halli.
- A' Mister, ma tte rendi conto? Semo campioni der Monno!
- Me ne sbatto i hoglioni, Franscesco, domani vi mando tutti affanhulo. Voi, le vostre veline, i giornalisti di merda, i fotografi, gli opinionisti del hazzo, e pure la mi' mamma damigiana!
- A' Mister, piano con le offese! A' mia nun è una velina, è una letterina!
- E la mia una soubrette! Figa!
Cominciano a picchiarsi selvaggiamente con la Coppa del Mondo, mentre il Presidente russa.
Di' la verità, Enzo: fosse capitato a loro, 24 anni dopo, non sarebbe stata proprio la stessa cosa.