- Ahò, ho fatto scopa! Anvedi!
- Oh Franscesco, per l'ennesima volta, stiamo giohando a briscola! Te tu sei proprio un grullo, deh!
- Le suggerisco di adottare un linguaggio più consono al palcoscenico internazionale di cui siamo oggetto.
- Presidente, un mi faccia girà i hoglioni pure lei, he già ci sono questi fotografi del hazzo he un ci lasciano in pace da un mese, maremma buhaiola!
- Ahò, Mister, mo' te stai proprio a incazzà!
Il quarto farfuglia qualcosa, ma nessuno lo capisce.
- A' Mister, nun te vedevo così carico da prima de Carciopoli!
- Francesco, diobonino, quante volte ti devo dire di non ripetere quella parola? He poi un mi honscentro più e faccio giohà Toni da scentravanti!
- E' con vivida preoccupazione che vi comunico di avere delle carte peggiori di quella comunemente utilizzata nei servizi igienici della nostra Nazione.
- A' Ppresidè, mai 'na vorta che fai 'a differenza, eh?
- La ventura non mi assiste.
- E mo' che cc'entra Quelli che er Carcio?
Il quarto borbotta qualcos'altro. Neanche stavolta qualcuno lo capisce.
- Ahò, però se semo divertiti sabbato sera, eh?
- Oh Franscesco, meno male he te tu un hai battuto rigori. Se no fascevi venire un infarto pure al Presidente, deh.
Chiamato in causa, il Presidente si profonde in gesti apotropaici, subito fotografati e venduti a trentotto riviste.
- E Mmarco? Ma quanto ha fatto bbène a fasse menà, così ce l'han levato dai cojoni, quer marocchino juventino!
Il Mister e il quarto lo fulminano con uno sguardo.
- Ahò, carma, stavo a scherzà! Ma quanto siete permalosi!
- Un'altra hosì, Franscesco, e ti tiro addosso hodesta Hoppa!
- Auspico una rapida ricomposizione del presente conflitto, nel segno della concordia e dell'Unità nazionale.
Il quarto esclama finalmente una cosa che gli altri tre comprendono:
- Figa!
E, subito dopo: - Briscola! Asso e tre! Ventuno punti!
- Oh Gigi, te tu sei proprio sfondo! E chi te le ha date hodeste harte, Trezeguet?
Gigi ride sguaiatamente.
- Ah Giggi, nun stà a ride così, che me pari un handicappato lazziale d'a Timme!
- Contesto questo linguaggio discriminatorio nei confronti delle minoranze.
- A' Ppresidè, ma vatte a ffà 'na pennica!
Senza pensarci due volte, il Presidente si addormenta.
- Oh grullo, e adesso home si fa a finì la partita?
- Vado a chiamà Cannavaro, forse ha finito de depilasse.
- No, Fabio no. Ha già tenuto troppo in mano la Hoppa. Spero he si sia preso i halli.
- A' Mister, ma tte rendi conto? Semo campioni der Monno!
- Me ne sbatto i hoglioni, Franscesco, domani vi mando tutti affanhulo. Voi, le vostre veline, i giornalisti di merda, i fotografi, gli opinionisti del hazzo, e pure la mi' mamma damigiana!
- A' Mister, piano con le offese! A' mia nun è una velina, è una letterina!
- E la mia una soubrette! Figa!
Cominciano a picchiarsi selvaggiamente con la Coppa del Mondo, mentre il Presidente russa.
Di' la verità, Enzo: fosse capitato a loro, 24 anni dopo, non sarebbe stata proprio la stessa cosa.
3 commenti:
No, siamo d'accordo. Sarebbe stato completamente diverso.
http://ferroviedellostatoreclami.blogspot.com/2010/12/le-estranee-si-depilano-anche-senza-il_23.html
Leggi il mio blog, e genuflettiti, a meno che tu non abbia da fare uno sgarro a qualche industria del caffe, allora saresti esonerata
hai leggere perdite d'orina? spero, riprenditi con la web durante..
LOL
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