mercoledì 13 luglio 2011

Se ce l'ha fatta LUI

Una volta, quand'ero ancora poco più che maggiorenne, volevo fare il giornalista.

A diciott'anni scrivevo per i due giornali del mio paese, il bollettino comunale e quello parrocchiale. Una notizia per uno, ogni mese, ché tanto in paese non succedeva altro. Ma mi piaceva girare, telefonare, documentarmi, andare più a fondo anche in notizie apparentemente di poco conto.

A ventun anni ho iniziato a collaborare per un mensile, poi quindicinale, che per un po' ha avuto una certa diffusione a livello comprensoriale. Ho raccolto gli articoli, sono diventato pubblicista. Ero molto orgoglioso.

Poi è finita come per molti altri con la mia stessa passione: non entrava una lira che fosse una, anzi, a volte c'erano pure delle spese. A malincuore ho dovuto abbandonare tutto.

Oggi mi chiedo dove potrei essere se solo avessi perseverato.

Perché, se uno come Elmar Burchia scrive sul Corriere, allora noi tutti possiamo ambire al Pulitzer.

3 commenti:

Narcisio Burgnich ha detto...

però "Elmar Burchia" è un nome spettacolare!

Anonimo ha detto...

Al giorno d'oggi, specialmente in una certa area politica, ci si confronta non tanto sulle proprie capacità editoriali, ma sulla propria competenza leccatoria. Chi adula meglio, può salire di grado e riuscire a pubblicare editoriali che trasudano persino perle di pensiero; il resto, ovviamente, sono solo comunisti che schiumano dalla rabbia.

Mi scuso per l'intervento un po' troppo caustico, spero non sia stato sgradito.

Anonimo ha detto...

Mi dispiace far vacillare le tue convinzioni o puerili speranze, ma probabilmente se avessi perseverato, ti saresti ritrovato con un pugno di mosche in mano come me.
Dopo la mia laurea in filosofia col massimo dei voti, ho anch'io sperato di potermi "riciclare" come giornalista.
Ho fatto un po' come te, forse ho perseverato un po' di più, ma non ho concluso niente.
Un affermato giornalista della carta stampata mi disse chiaramente: "Non siamo più ai miei tempi. Se sei bravo e motivato, non frega più niente a nessuno. Questo è un mestiere privilegiato e, perciò, tanti lo vogliono fare. O ti metti in testa di fare da galoppino e schiavetto personale per anni a qualche giornalista affermato, oppure cerca uno che ti raccomandi, ma cercalo davvero molto in alto".
Io santi in Paradiso non ne avevo e tanto meno ne ho mai cercati; la schiavitù è stata abolita da tempo, pensai tra me e me. La scelta, così, fu inevitabile e oggi sono solo un disoccupato qualunque, piuttosto che un giornalista disoccupato.
Probabilmente i tanti "Elmar Burchia" non vinceranno mai il premio Pulitzer, ma nemmeno noi, poiché nessun direttore ci ha mai voluto offrire una qualche possibilità di dimostrare il nostro valore (se mai ci fosse stato).
Simone.