Domani chiariremo. Ammesso che ci sia ancora qualcosa da chiarire.
venerdì 25 settembre 2009
Buona notte
Una giornata ruvida, di quelle in cui non ti sai spiegare, o forse credi che tutti ti fraintendano. Un banale litigio con mia moglie, per un mio atteggiamento che lei ha mal interpretato, o che non si è capito bene da parte mia. Vai a capire, lì, chi ha ragione. Rimane il fatto che poi non si riesce a passarci sopra, tornano alla mente strascichi mai sopiti, stupidaggini ingigantite, e mi ritrovo a piantarla in asso, dai miei, mentre io salgo in macchina e me ne torno a casa, un'ora di distanza, e sono già le undici. "Ti chiamo quando arrivo", sono le uniche parole che riesco a dirle. Ho voglia di starmene per i fatti miei, anche solo per una notte. Lei domani tornerà in treno, si arrangerà. Faccio tutta la statale, arrivo a Bologna, svolto verso casa. Ma quando sto per parcheggiare, dall'autoradio si sprigiona una canzone. Non una delle solite. Uno dei brani preferiti da mia moglie. Lo ascoltavamo spesso, quando ci siamo messi insieme. Alzo il volume, compongo il numero sul cellulare. Lei risponde, assonnata. "Sono arrivato. Ti ricordi di questa canzone?" Avvicino il cellulare alle casse. Lei ci mette un po', probabilmente stava dormendo, l'ho svegliata. Ma sento che il suo tono di voce è cambiato. "Buona notte", le sussurro. Esco dall'auto e mi sento come se mi fossi liberato di un macigno. Sarà stata anche solo una coincidenza, ma sembra che certe radio, certe canzoni, certi ricordi servano solo a quello. A creare sempre nuove coincidenze, che ti spiazzano, ti costringono a una prospettiva diversa, ti aprono alternative.
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