giovedì 19 febbraio 2009

Il momento giusto

Solito autobus verso il lavoro, solita free-press arraffata dal pakistano mentre mi scapicollavo in stazione, solita musica di sottofondo. Piacevole, per una volta, ma nulla di più. Quanto basta per accompagnare le ultime pagine di Leggo. Penultima fermata prima del capolinea, ancora duecento metri e poi giù. Mi preparo per scendere. Improvvisamente mi blocco. Neppure annunciato dallo speaker, parte un brano che adoro. E che, nonostante sia lontano dalla musica che ascolto abitualmente, continuo ad adorare. E' nella mia top ten di sempre, dove entrano solo le canzoni che mi danno la pelle d'oca alle prime note. E' "More than this". La canzone che appaga il mio lato più smaccatamente romantico. Un lato che esce di rado, per la verità. Ma questa canzone mi ricorda ogni volta che ce l'ho, e che forse starei meglio se lo facessi uscire più spesso. La voce di Brian Ferry è un massaggio al collo quando lo stress ti ha ridotto le vertebre a uno shangai. Stavolta, oltre al piacere, mi assale una gran rabbia. Non è giusto, però. Non è il momento giusto. Non possono farmelo ascoltare proprio adesso che sto arrivando. Fra venti secondi si scende, di volata in ufficio, e addio Brian. NO, mi dico, stavolta NO. Allora faccio una cosa che non faccio mai. Anziché catapultarmi fuori, come dovrei vista l'ora, mi risiedo e lancio una sfida all'autista. Al capolinea il bus si ferma per tre minuti. E penso: caro il mio autista, che hai scelto proprio questa radio, se c'è una giustizia in questo mondo, se c'è un ordine in questo caos, stavolta me la devi far ascoltare tutta, questa canzone. Non spegnere, resta lì. Io stamattina non ho fretta. Tutti scendono, resto solo io, Brian è alla seconda strofa. Socchiudo gli occhi. Intravedo l'autista che si gira incuriosito, mentre scende dal mezzo per una sigaretta. E lascia la radio accesa. Mi godo ogni singolo istante di questa coincidenza. Le ultime note sfumano, pubblicità. Scendo. In quel momento l'autista risale, toglie il freno e riparte. Mi avvio al lavoro con un sorriso ingiustificabile per chi mi incrocia. E, nella pausa pranzo, riapro il mio blog.

1 commento:

stark ha detto...

Bentrovato, mon ami.