lunedì 11 ottobre 2010

Acqua privata, per bicipiti da urlo

Nubifragi in Sicilia, e per l'ennesima volta Agrigento si ritrova senz'acqua. Quell'acqua che pure sgorga, abbondante e microbiologicamente pura, a poche decine di chilometri dal capoluogo. E che non arriverà mai al disastrato acquedotto pubblico, bensì alla multinazionale Nestlé, che dal 2006 la imbottiglia e la rivende, a un prezzo tutt'altro che economico, a marchio Vera, pagando alla Regione Siciliana (quella di quel Lombardo che sta sempre più simpatico anche a molti PD) la bellezza di 254 euro l'anno, più 620 di concessione governativa (Fonte: questo articolo).

Il fatto è che questo caso è il forse il più eclatante, ma di certo non l'unico. In Sicilia sono rimasto colpito dal numero altissimo di marche di acqua in bottiglia, acqua che nella quasi totalità dei casi proviene proprio dai monti dell'isola. Così, mentre i rubinetti delle case a volte vanno a singhiozzo, e la bolletta idrica costa il doppio della media nazionale, i supermercati traboccano (ops) di pesantissime confezioni da 6, e nessuno rinuncerebbe alla sua bottiglia di Fontalba o di Cavagrande. Così facendo, però, a medio-lungo termine intere falde acquifere dell'isola rischiano di prosciugarsi, a cominciare proprio da quella della Nestlé, sottoposta a uno sfruttamento eccessivo. Con il paradosso che, tra qualche decina di anni, alcuni acquedotti locali smetteranno finalmente di perdere: ma non perché li abbiano riparati, bensì perché di acqua non ce ne sarà più.

Però, per evitare i soliti disfattismi e in un sussulto di obiettività, guardiamo per un attimo la questione dall'altro lato: vuoi mettere che schiena e che bicipiti ti vengono?

2 commenti:

Silas Flannery ha detto...

La tua analisi è particolarmente interessante. Su Nestlé e la Sicilia aggiungerei un tassello:
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/operazione-palermo-ny/padrini-a-spasso/padrini-a-spasso.html
Non ti sfuggirà chi era il presidente della Sicilia sia nel 2006 che nel 2007, che fine ha fatto e perché.

Nestlé dice di essere estranea ai rapporti con Mandalà, o meglio di essere stata inconsapevole di quello che Frank Calì rappresentava, e nessuno ha mai dimostrato il contrario. Ma a me le coincidenze non piacciono.

Questo, ovviamente, non per assolvere Lombardo o il Pd, che hanno le loro grane dirette, da Lombardo a Crisafulli e Cardinale.

fcoraz ha detto...

Copierò in toto l'articolo... Non conoscevo questa ennesima nefandezza della Nestlè, aiutata dal "buon governo" della Regione Sicilia.